Paid advertising 2019: tutti i trend

Il 2019 sarà l’anno in cui l’advertising online supererà quello della carta stampata e della TV negli USA.

Per quanto riguarda l’Europa, si pensa che l’investimento nel digital advertising aumenterà del 90%, contro il 25% di aumento per quanto riguarda la televisione (fonte: IAB Europe - ATTITUDES TO DIGITAL VIDEO ADVERTISING REPORT 2018).

Questo grazie all’evoluzione delle campagne di paid advertising: l’automatizzazione, l’ottimizzazione in tempo reale, la possibilità di avere dei riscontri chiari con report trasparenti riguardo all’efficacia dell’advertising. E’ ormai oggettivo come la pubblicità digitale rende di più rispetto a quella tradizionale, come mostrato dalla seguente infografica di Match2One.

paid advertising 2019 trend

Quanti tipi di digital advertising esistono? Fondamentalmente 4

  1. Display advertising

  2. Classified advertising

  3. Search advertising

  4. Email advertising

Vediamoli nel dettaglio.

Display Advertising

Questo tipo di adv comprende tutto ciò che viene visualizzato quando si naviga un sito.

Include qualsiasi tipo di banner e le pubblicità legate allo streaming di un contenuto multimediale in formato video, siano esse instream (pre-roll, mid-roll, post-roll + companion banner), o outstream.

Si tratta della prima forma pubblicitaria online in ordine di grandezza, dove le ads dei video superano fortemente le performances di quelle dei banner.

Sono incluse tutte le possibili tipologie di advertising nei social media, i content feed e i recommendation widget (la cosiddetta pubblicità nativa o native advertising).

Questo tipo di advertising continua a crescere anche grazie al costante aumento dell’uso dei dispositivi mobili, anche da parte dei consumatori di tipo business.

Questo tipo di adv, uniti alla tecnologia smartphone e tablet, creano un maggiore tasso di engagement. A tal proposito, è stato rilevato che la stessa pubblicità che ha procurato una sensazione di fastidio sul display del pc, sul mobile ha emozionato e portato alla lead generation.

Classified Advertising

L’acquisto di spazi pubblicitari da parte delle aziende, sui siti di compravendita online. Molto utilizzato per il B2C nei siti di tipo verticale.

Si tratta della versione online dei tipici annunci sui giornali, solitamente divisi per categorie, sezioni,  bacheche (vendita, offerte di lavoro, pubblicità e annunci vari).

Sono molto utilizzati per la compravendita di prodotti e servizi, anche se il settore che ha registrato crescite più forti è stato quello dell’automotive.

Search Advertising

Molto famosa e riconoscibile da tutti, è quel tipo di pubblicità che dà la possibilità di avere una maggiore visibilità nei motori di ricerca. Rappresenta la seconda forma pubblicitaria in ordine di grandezza.

Email advertising

Si tratta di tutto l’advertising incluso nelle newsletter o email inviate verso indirizzi appartenenti a liste di terze parti.

Le performance di questo tipo di pubblicità sono piuttosto buone e stabili negli anni.

Per aumentare il ROI delle nostre attività di paid advertising occorre integrare processi e tecnologie di marketing automation.


Quali sono i trend?

Secondo quello che AdStage riporta nel suo Q1 2019 Benchmark Report, il 2019 vede trend molto diversi a secondo dei media.

Vediamo quindi dove conviene investire, in fatto di online advertising ricordando che CPC è l’acronimo di Costo Per Click e CTR vuol dire Click-Through Rate ("Percentuale di clic" in italiano).

FACEBOOK

Audience Network

Nonostante un notevole aumento del CPC (+71%), la percentuale del CTR nell’ultimo trimestre si è abbassata di oltre il 29%

News Feed (Sezione Notizie)

Il rapporto tra la percentuale di differenza di costo CPC e quella di CTR sembra essere inversamente proporzionale: +10,5% CPC, -8,9% CTR.

Messenger

Nell’ultimo anno il CPC sembra aver seguito una sinusoide e nel primo trimestre di quest’anno si è attestato attorno al 34,4% in più rispetto al Q4 2018.

D’altra parte, anche il CTR è aumentato: +16,4%

INSTAGRAM

Nonostante il lieve aumento del CPC rispetto alla fine dell’anno scorso (+3,6%), si può notare come nell’ultimo anno il prezzo sia sceso del 39,2%.

Il CTR si comporta al contrario: nei primi 3 mesi del 2019 il tasso è sceso di oltre 11 punti percentuali, ma se si confronta con i dati di un anno fa, il tasso è aumentato del 5,4%.

LINKEDIN

Il CPC, per questo social network dedicato ai lavoratori, è sceso dal 2018, mentre la percentuale di CTR è in aumento: +38,5% in un anno.

TWITTER

Anche in questo caso - come per Facebook - il CPC aumenta, mentre il CTR diminuisce: +29,5% in un anno per il CPC contro -44% per il CTR.

GOOGLE

Google Ads Search

Le performance di questo strumento sono in calo. Nonostante sia più conveniente del 47,1% pagare un click, il tasso di conversione si è ridotto del 35,8% dal Q1 2018 al Q1 2019.

Google Ads Display Network

In questo caso si parla di tutta la rete di Google: la rete dei siti nei quali è possibile pubblicare un banner, che raggiunge l’80% degli utenti di internet del mondo.

Il CPC è sceso del 60,5% in un anno, mentre il CTR è aumentato del 20%.

Google YouTube

Nonostante per l’ultimo anno il CTR delle ads su Youtube sia diminuito di poco meno del 10%, nell’ultimo trimestre si vede una crescita del 25% a fronte di una CPC che mediamente nel Q1 2019 è sceso del 30%.

BING

Anche Bing ha un delta vantaggioso per le ads: il CPC nell’ultimo anno è sceso del 58,%, mentre il CTR è aumentato di oltre il 20%.

PINTEREST

Secondo il MERKLE digital marketing report per il Q1 2019, non è da sottovalutare anche l’advertising su PINTEREST.

La loro ricerca dimostra che le aziende che lo usano attivamente, infatti, spendono molto di più per le ads di questo motore di ricerca visuale che per quelle di Facebook.

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Come capire che tipo di digital advertising utilizzare per il proprio business? Semplice, dipende dagli obiettivi e dalle buyer personas

Bisogna quindi porsi alcune domande:

  • Che cosa voglio ottenere da questa campagna a livello di marketing? (costruire nuove relazioni, aumentare la brand awareness, promuovere prodotti o servizi, aumentare i lead, aumentare il traffico del sito web, ecc…)

  • Quanto tempo e budget voglio investire?

  • A quale pubblico mi voglio rivolgere? (per rispondere a questa domanda, bisogna avere ben chiaro quale sia la nostra buyer persona o B2B buyer persona)

Se non si hanno le risposte, è meglio non cominciare una campagna di advertising (sia online che non) perché si rischierebbe solo di gettare del tempo e del denaro.

Se, al contrario, gli obiettivi sono chiari allora è il caso di cominciare a scrivere il proprio piano marketing.

A tal proposito, è sempre bene tenere a mente gli ultimi dati riguardo alle metriche dell’utilizzo del digitale nel mondo, come quelle prodotte ogni anno da We Are Social e Hootsuite.

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Non del tutto convinto?

Un’azienda che non pensa di investire nel digital advertising, è destinata a sparire a livello di brand awareness nel medio e lungo periodo.

Le stime dell’Osservatorio Internet Media della School of Management del Politecnico di Milano, dicono a chiare lettere che è proprio l’internet advertising a trainare il mercato pubblicitario in Italia.

Nel 2018 questo tipo di pubblicità ha raggiunto il 36% della quota, crescendo del 4% rispetto al 2017.

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Nell’ambito Internet Media, il Programmatic Advertising cresce anch’esso costantemente.

Riassumendo

Facebook ha un CTR che diminuisce per quasi tutti i suoi strumenti tranne Messenger, mentre LinkedIn, Google Ads Display Network e Bing sembrano essere degli ottimi modi di farsi pubblicità.

Pinterest cresce per quanto riguarda i contenuti visuali; sono sempre di più le persone che lo usano per cercare nuove idee e progetti.

In generale, i social network sono piattaforme non più trascurabili per le proprie attività di paid advertising. Non solo consentono una tracciabilità del dato completa ma permettono di raggiungere un processo di targetizzazione e di geolocalizzazione delle buyer personas senza eguali.

Nulla vieta di creare una campagna cross-media che vada a toccare sia i canali online che quelli offline, ma sempre tenendo bene a mente quale sia il proprio target.

E tu? Sai definire la tua Buyer Persona, la Customer Journey e strutturare il tuo piano marketing?

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